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Bugiardino: macladin



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Recensioni ed opinioni su macladin

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Recensioni su macladin scritte dai pazienti

  • alberto scrive Ho iniziato oggi e ne avrò per 10 giorni mi farò sentire alla fine della cura.

  • erika scrive l'ultima volta che l'ho preso è stato per influenza pesante, febbre alta e tosse (senza catarro), comunque è la medicina che mi fa più schifo in assoluto.

  • n scrive test

  • COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

    - MACLADIN 250 mg Compresse rivestite: Ogni compressa rivestita contiene: Principio attivo: claritromicina 250 mg - MACLADIN 500 mg Compresse rivestite: Ogni compressa rivestita contiene: Principio attivo: claritromicina 500 mg - MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: 100 ml di sospensione ricostituita contengono: Principio attivo: claritromicina 2,50 g - MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: 100 ml di sospensione ricostituita contengono: Principio attivo: claritromicina 5,00 g - MACLADIN 250 mg Granulato per sospensione orale: Ogni bustina contiene:

    FORMA FARMACEUTICA

    - Compresse rivestite. - Granulato per sospensione orale. - Polvere e solvente per soluzione per infusione. - Compresse a rilascio modificato.

    TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

    Laboratori Guidotti S.p.A.- Via Livornese 897 - PISA - La Vettola Su licenza ABBOTT S.r.l. - Campoverde di Aprilia (LT) Concessionario per la vendita: A Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite srl, via Sette Santi 3 - Firenze

    NUMERI DELLE AUTORIZZAZIONI ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

    MACLADIN 250 mg Compresse rivestite: Blister 12 compresse - AIC 027530056 MACLADIN 500 mg Compresse rivestite: Blister 14 compresse - AIC 027530118 MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: Flacone da 100 ml - AIC 027530068 MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: Flacone da 100 ml - AIC 027530120 MACLADIN 250 mg Granulato per sospensione orale: 14 Bustine - AIC 027530094 MACLADIN 500 mg Granulato per sospensione orale: 14 Bustine - AIC 027530106 MACLADIN 500 mg/ 10 ml Polvere e solvente per soluzione per infusione: Flacone + fiala solvente - AIC 027530043 MACLADIN RM 500 mg Compresse a rilascio modificato: Blister da 7 compresse a rilascio modificato - AIC n. 027530144

    DATA DI REVISIONE DEL TESTO

    Novembre 2011

    Indicazioni terapeutiche

    Deve essere tenuta in considerazione la guida ufficiale sull’uso appropriato degli agenti antibatterici. MACLADIN è indicato negli adulti e in bambini di età superiore ai 12 anni. MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale e MACLADIN 250 mg/5 ml sono indicati nei bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età Per tutte le forme farmaceutiche: Trattamento di infezioni causate da patogeni sensibili alla claritromicina. Infezioni del tratto rino-faringeo (tonsilliti, faringiti), dei seni paranasali. Infezioni del tratto respiratorio inferiore: bronchiti, polmoniti batteriche e polmoniti atipiche. Infezioni della pelle: impetigine, erisipela, follicolite, foruncolosi e ferite infette. Inoltre, per MACLADIN 125 mg/5 ml granulato per sospensione orale e per MACLADIN 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale: Otite Media Acuta (OMA). Inoltre per MACLADIN 250 mg Compresse rivestite e per MACLADIN 250 mg Granulato per sospensione orale: Infezioni odontostomatologiche acute e croniche sostenute da germi sensibili. Inoltre, per MACLADIN 500 mg Compresse rivestite, per MACLADIN 250 mg Granulato per sospensione orale e per MACLADIN 500 mg Granulato per sospensione orale: Infezioni micobatteriche, localizzate o diffuse, sostenute da Mycobacterium avium o Mycobacterium intracellulare. Infezioni localizzate dovute a Mycobacterium chelonae, fortuitum o kansasii. La claritromicina, in presenza di riduzione dell’acidità gastrica, è indicata nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori, producendo un conseguente decremento della ricorrenza dell’ulcera peptica.



    Posologia e modo di somministrazione

    Nei bambini oltre i 12 anni di età: come per gli adulti. La durata usuale del trattamento è 6 - 14 giorni. Nei bambini sotto i 12 anni di età: usare MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale o MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale. La durata usuale del trattamento è 5 - 10 giorni. L’uso di MACLADIN compresse rivestite, MACLADIN Compresse a rilascio modificato o MACLADIN Polvere e solvente per soluzione per infusione non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 12 anni di età. Compresse rivestite e granulato per sospensione orale: la dose raccomandata di claritromicina nell’adulto è di 1 compressa o di 1 bustina da 250 mg ogni 12 ore. Nei casi di infezioni gravi il dosaggio può essere aumentato fino a 500 mg ogni 12 ore. Nelle infezioni odontostomatologiche, la dose raccomandata è di 250 mg ogni 12 ore per una durata di 5 giorni. Nei pazienti con infezioni da micobatteri, la dose di partenza è 500 mg due volte al giorno. Se in 3-4 settimane non si verificano miglioramenti clinici o evidenze batteriologiche, la dose giornaliera può essere elevata a 1000 mg due volte al giorno. La claritromicina può essere usata in combinazione con altri farmaci. Si raccomanda, nel trattamento di infezioni diffuse da Mycobacterium Avium Complex in pazienti affetti da AIDS, di proseguire il trattamento fino all’ottenimento di risultati clinici o microbiologici e comunque a discrezione del medico curante. Schema posologico nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori: Tripla terapia: Claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno ed omeprazolo 20 mg al giorno per un periodo compreso tra 7 e 10 giorni. Claritromicina 500 mg due volte al giorno in associazione con lansoprazolo 30 mg due volte al giorno ed amoxicillina 1000 mg due volte al giorno per 10 giorni. Doppia terapia: Claritromicina 500 mg tre volte al giorno in associazione con omeprazolo 40 mg al giorno per 14 giorni, seguiti da omeprazolo 20 mg o 40 mg al giorno per ulteriori 14 giorni.

    Controindicazioni

    MACLADIN è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità agli antibiotici della classe dei macrolidi, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Dal momento che la dose giornaliera pari a 500 mg non può essere ridotta, MACLADIN compresse a rilascio modificato è controindicato in pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min. Per questo gruppo di pazienti possono essere utilizzate tutte le altre forme farmaceutiche. E’ controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina con uno qualsiasi dei seguenti farmaci: astemizolo, cisapride, pimozide, terfenadina dal momento che possono indurre un prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere sezione 4.5). E’ controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina che può condurre a tossicità da segale cornuta. MACLADIN non deve essere somministrato a pazienti con regresso prolungamento dell’intervallo QT o aritmia cardiaca ventricolare, inclusa torsione di punta (vedere sezioni 4.4 e 4.5). MACLADIN non deve essere somministrato contemporaneamente agli inibitori della HMG-CoA riduttasi (statine), lovastatina o simvastatina a causa del rischio di rabdomiolisi. Il trattamento con questi farmaci deve essere interrotto durante il trattamento con MACLADIN (vedere sezione 4.4) MACLADIN non deve essere somministrato a pazienti con ipokalemia (rischio di prolungamento dell’intervallo QT). MACLADIN non deve essere somministrato a pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica associata a danno renale.


    Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso

    La claritromicina non deve essere prescritta a donne in gravidanza senza un’attenta valutazione del rischio/beneficio, in particolare durante il primo trimestre di gravidanza (vedere sezione 4.6). E’ necessario porre attenzione in quei pazienti che manifestano grave insufficienza renale (vedere sezione 4.2). Essendo la claritromicina metabolizzata ed escreta principalmente a livello epatico, particolare cautela deve essere posta nella somministrazione dell’antibiotico a pazienti con funzionalità epatica ridotta e nei soggetti con danno renale di grado moderato o severo. Sono stati riportati casi fatali di insufficienza epatica. Alcuni pazienti potevano aver presentato una pregressa malattia epatica o assunto altri medicinali epatotossici. Si deve raccomandare al paziente di interrompere il trattamento e contattare il proprio medico nel caso si presentassero segni e sintomi di malattia epatica, come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale. Con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, inclusi i macrolidi, sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa, con un intervallo di gravità compreso tra il moderato e il rischioso per la vita. Sono stati segnalati casi di diarrea da Clostridium difficile (CDAD) con l’uso della maggior parte degli antibatterici, compresa la claritromicina, che può variare dalla diarrea moderata alla colite fatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora batterica intestinale, che può condurre ad una proliferazione eccessiva del C. difficile. In tutti i pazienti che, in seguito all’assunzione di antibiotici, lamentino episodi di diarrea, si deve valutare l’eventuale presenza di CDAD (diarrea da Clostridium difficile). Questi pazienti devono essere sottoposti ad un’attenta anamnesi poiché è stato segnalato che il CDAD si può presentare nel corso dei due mesi che seguono l’assunzione di agenti antibatterici. Quindi la sospensione del trattamento deve avvenire senza tener conto dell’indicazione terapeutica. Deve essere effettuato un test microbico e iniziato un trattamento adeguato. Va evitata la somministrazione di agenti antiperistaltici. Nei pazienti sottoposti a terapia con claritromicina è stata segnalata un’esacerbazione dei sintomi di miastenia grave. Sono stati riportati casi post-marketing di tossicità da colchicina con l’uso concomitante di colchicina e claritromicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti (vedere sez. 4.5). Nel caso in cui sia necessaria la somministrazione di colchicina in concomitanza alla claritromicina, il paziente dovrà essere sottoposto ad un attento monitoraggio per lo sviluppo di sintomi clinici da tossicità da colchicina. Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolobenzodiazepine, come triazolam e midazolam (vedere sez. 4.5). Si raccomanda attenzione nella somministrazione concomitante di claritromicina e altri farmaci ototossici, in particolare amminoglicosidi. E’ quindi consigliabile un monitoraggio periodico della funzionalità vestibolare e uditiva durante e dopo il trattamento. A causa del rischio di un prolungamento dell’intervallo QT, la claritromicina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con malattia coronarica, grave insufficienza cardiaca, ipomagnesiemia, bradicardia (<50 bpm), o quando co-somministrata con altri medicinali associati a prolungamento dell’intervallo QT (vedere sez. 4.5). MACLADIN non deve essere utilizzato in pazienti con congenito o acquisito prolungamento dell’intervallo QT documentato e con aritmia ventricolare regressa (vedere sez. 4.3). Polmonite: in previsione dell’emergente resistenza dello Streptococcus pyogenes ai macrolidi, è importante effettuare un test di sensibilità prima di prescrivere la claritromicina per il trattamento delle polmoniti comunitarie. Nelle polmoniti nosocomiali la claritromicina deve essere somministrata in combinazione con antibiotici addizionali appropriati. Infezioni della cute e dei tessuti molli di intensità da media a moderata: queste infezioni sono molto spesso provocate da Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes, i quali possono entrambi essere resistenti ai macrolidi. Quindi è necessario effettuare un test di sensibilità. Nei casi in cui non possano essere utilizzati antibiotici betalattamici (ad es. allergie), è preferibile utilizzare altri antibiotici, come clindamicina. Attualmente i macrolidi giocano un ruolo fondamentale nelle infezioni della pelle e dei tessuti molli, come quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne vulgaris, erisipela e in quelle situazioni in cui non può essere instaurata una terapia a base di penicillina. Nel caso in cui si verificassero gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, Sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere immediatamente adottato un trattamento idoneo. MACLADIN deve essere utilizzato con cautela quando somministrato contemporaneamente a farmaci in grado di indurre l’enzima CYP3A4 (vedere sez. 4.5).

    Interazioni

    L’uso dei seguenti medicinali è assolutamente controindicato a causa dei potenziali gravi effetti dovuti alla loro interazione farmacologica. Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina Elevati livelli di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che assumevano contemporaneamente cisapride e claritromicina. L’assunzione concomitante ha dato luogo a intervallo QT prolungato, aritmie cardiache inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta, effetti simili sono stati osservati in pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide (vedere sez. 4.3). In letteratura è riportato che i macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina aumentandone i livelli che occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, quali intervallo QT prolungato, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere sez. 4.3). In uno studio su 14 volontari sani, la concomittante somministrazione di claritromicina e terfenadina ha portato ad un incremento di due-tre volte del livello sierico del metabolita acido della terfenadina e ad un prolungamento dell’intervallo QT che non ha portato a nessun effetto clinico rilevabile. Effetti simili sono stati associati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi. Ergotamina/diidroergotamina Alcune segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina è stata associata a tossicità acuta da ergot (ergotismo) caratterizzata da vasospasmo ed ischemia delle estremità e di altri tessuti, incluso il sistema nervoso centrale. E’ controindicata la concomitante somministrazione di claritromicina e questi farmaci (vedere sez. 4.3). Effetti di altri medicinali sulla claritromicina I farmaci che inducono il CYP3A (ad es. rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo porta a dei livelli sub-terapeutici di claritromicina con riduzione dell’efficacia terapeutica. Inoltre, potrebbe essere necessario monitorare le concentrazioni plasmatiche dell’induttore del CYP3A, che possono aumentare a causa dell’inibizione del CYP3A da parte della claritromicina (vedere anche il foglio illustrativo dell’inibitore del CYP3A somministrato). La concomitante somministrazione di rifabutina e claritromicina ha determinato un’aumento dei livelli sierici della rifabutina, una diminuzione dei livelli sierici della claritromicina, associati ad un maggiore rischio di uveite. E’ stato accertato o si sospetta che i seguenti farmaci influenzino le concentrazioni di claritromicina circolante; potrebbe essere necessario procedere ad un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o potrebbe essere presa in considerazione l’eventualità di un ricorso a terapie alternative. Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina I farmaci che risultano essere forti induttori del metabolismo del citocromo P450 come l’efavirenz, la nevirapina, la rifampicina, la rifabutina e la rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH-claritromicina, un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiché le attività microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l’effetto terapeutico previsto potrebbe essere annullato nel corso della somministrazione concomitante di claritromicina e di induttori enzimatici. Fluconazolo La somministrazione concomitante di 200 mg di fluconazolo al giorno e di una dose pari a 500 mg di claritromicina due volte al giorno a 21 volontari sani ha determinato aumenti della concentrazione minima basale media di claritromicina (Cmin) e dell’area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente. Le concentrazioni basali del metabolita attivo, la 14-OH-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativa dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non è necessario procedere ad alcun aggiustamento del dosaggio di claritromicina. Ritonavir Uno studio di farmacocinetica ha dimostrato che la contemporanea somministrazione di 200 mg di ritonavir ogni 8 ore e 500 mg di claritromicina ogni 12 ore conduce ad una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina. Con la concomitante somministrazione di ritonavir è stato osservato un aumento della Cmax della claritromicina pari al 31%, un aumento della Cmin del 182% ed un aumento della AUC del 77%. E’ stata notata una completa inibizione della formazione del 14-OH-claritromicina. In considerazione della larga finestra terapeutica della claritromicina, in pazienti con funzione renale normale, non sono necessarie riduzioni del dosaggio. Comunque, in pazienti con insufficienza renale e concomitante trattamento con ritonavir deve essere considerato il seguente aggiustamento posologico: se la clearance della creatinina (CLCR) è compresa tra 30 e 60 ml/minuto il dosaggio deve essere ridotto del 50%; in pazienti nei quali CLCR <30 ml/minuto il dosaggio deve essere ridotto del 75%. Non somministrare contemporaneamente più di 1 g/giorno di claritromicina con ritonavir. Simili aggiustamenti posologici devono essere considerati per quei pazienti con funzionalità renale ridotta ai quali viene somministrato ritonavir come potenziatore farmacocinetico di altri inibitori della HIV proteasi, inclusi atazanavir e saquinavir (vedere sezione seguente, Interazioni farmacologiche bi-direzionali). Effetti della claritromicina su altri medicinali

    Gravidanza e allattamento

    Non è stata valutata la sicurezza della claritromicina per l’utilizzo nelle donne in stato di gravidanza e durante l’allattamento. Sulla base dei risultati ottenuti da studi su topi, ratti, conigli e scimmie non può essere esclusa la possibilità di effetti dannosi sullo sviluppo embio-fetale. Di conseguenza non è raccomandato l’uso in gravidanza senza un’attenta valutazione del rischio/beneficio. La claritromicina è escreta nel latte materno.


    Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchine

    Non sono disponibili dati dell’effetto della claritromicina sulla capacità di guidare o sull’uso di macchinari. Il rischio di capogiri, vertigini, confusione e disorientamento, che può verificarsi in seguito alla somministrazione, deve essere tenuto in considerazione prima che il paziente guidi o utilizzi macchinari.


    Effetti indesiderati

    a Riassunto del profilo di sicurezza Le più frequenti e comuni reazioni avverse correlate alla terapia a base di claritromicina sia per i pazienti adulti che per i pazienti pediatrici sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito ed perversione del gusto. Questi eventi avversi sono di solito di media intensità e sono coerenti con il profilo di sicurezza noto per gli antibiotici macrolidici (vedere sezione b della sez. 4.8). Non c’è una differenza significativa nell’incidenza di tali reazioni avverse gastrointestinali, durante gli studi clinici, tra pazienti con o senza infezioni da micobatteri pre-esistenti. b. Tabella riassuntiva delle reazioni avverse La seguente tabella riassume le reazioni avverse segnalate durante gli studi clinici e l’esperienza post-marketing relative alla claritromicina compresse a rilascio immediato, granulato per sospensione orale, polvere e solvente per soluzione per infusione e compresse a rilascio modificato. Le reazioni avverse considerate possibilmente correlate alla claritromicina sono riportate per tipologia di organo e frequenza, in accordo alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100) e non nota (evento avverso da esperienza post-marketing; la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). In ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in base ad un ordine di gravità decrescente, nei casi in cui quest’ultima può essere definita.
    Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥1/10) Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1000, < 1/100 Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
    Infezioni ed infestazioni     Celluliti¹, candidiasi, infezioni², infezioni della vagina Colite pseudomembranosa, erisipela, eritrasma
    Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia, neutropenia³, trombocitemia², eosinofilia³ Agranulocitosi, trombicitopenia
    Disturbi del sistema immunitario     Reazione anafilattoide¹, ipersensibilità Reazione anafilattica
    Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Anoressia, appetito ridotto Ipoglicemia5
    Disturbi psichiatrici   Insonnia Ansia, nervosismo², strillare² Disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazione, sogni anormali
    Patologie del sistema nervoso   Disgeusia, mal di testa, perversione del gusto Perdita di coscienza¹, discinesia¹, capogiri, sonnolenza6, tremore Convulsioni, ageusia, parosmia, anosmia
    Patologie dell’orecchio e del labirinto     Vertigine, udito compromesso, tinnito Sordità
    Patologie cardiache     Arresto cardiaco¹, fibrillazione atriale¹, prolungamento dell’intervallo QT del tracciato elettrocardiografico7, extrasistoli¹, palpitazioni Torsione di punta7, tachicardia ventricolare7
    Patologie vascolari   Vasodilatazione¹   Emorragia8
    Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Asma¹, embolia polmonare e infarto polmonare¹  
    Patologie gastrointestinali   Diarrea9, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale Esofagite¹, gastrite, stomatite, glossite, distensione dell’addome³, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenza Pancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione del colore dei denti
    Patologie epatobiliari   Prova di funzione epatica anormale Colestasi³, epatite³, alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, Gamma-glutamil transferasi aumentata³ Insufficienza epatica10, ittero epatocellulare
    Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea, iperidrosi Dermatite bollosa¹, prurito, orticaria, esantema maculopapulare² Sindrome di Stevens-Johnson4, necrolisi tossica epidermica4, eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne
    Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo     Spasmi muscolari², rigidità muscolo scheletrica¹, Miopatia
    Patologie renali e urinarie     Creatinina ematica aumentata¹, urea ematica aumentata¹ Insufficienza nella funzione renale, nefrite interstiziale
    Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Flebite in sede di iniezione¹ Dolore in sede di iniezione¹, infiammazione in sede di iniezione¹ Malessere³, piressia², astenia, dolore toracico³, brividi³, affaticamento³  
    Esami diagnostici     Rapporto albumine/globuline anormale¹, fosfatasi alcalina ematica aumentata³, latticodeidrogenasi ematica aumentata³ Aumento del rapporto internazionale normalizzato8, tempo di protrombina prolungato8, colore dell’urina anormale
    ¹Reazione avversa riportata solo per la formulazione polvere e solvente per soluzione per infusione ²Reazione avversa riportata solo per la formulazione granulato per sospensione orale ³Reazione avversa riportata solo per la formulazione compresse a rilascio immediato 4,7,9,10,11Vedere sezione a) 5,6,8Vedere sezione c) c. Descrizione di reazioni avverse selezionate Flebiti in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione, dolore provocato dalla puntura dell’ago e infiammazione in sede di iniezione sono specifiche per la formulazione endovenosa. In casi molto rari, è stata riportata insufficienza epatica ad esito fatale ed è generalmente associata a serie malattie latenti e/o terapie concomitanti (vedere sez. 4.4). Deve essere prestata attenzione speciale alla diarrea, dal momento che sono stati riportati casi di diarrea da Clostridium difficile (CDAD) con l’utilizzo di quasi tutti gli agenti antibatterici inclusa la claritromicina, e può variare da una diarrea di grado lieve ad una colite ad esito fatale (vedere sez. 4.4). Nel caso in cui si verificassero gravi reazioni acute di ipersensibilità, come anafilassi, sindrome di Steven-Johnson e necrolisi tossica epidermica, il trattamento con claritromicina deve essere interrotto immediatamente e deve essere instaurata urgentemente una terapia idonea (vedere sez. 4.4). Come per altri macrolidi, in concomitanza con l’uso di claritromicina sono stati riportati casi di prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia e torsione di punta (vedere sez. 4.4 e 4.5).

    Sovradosaggio

    In caso di assunzione di alte dosi di claritromicina si possono verificare disturbi gastro-intestinali. Un paziente che soffriva di disturbo bipolare ha ingerito otto grammi di claritromicina manifestando alterazioni dello stato mentale, comportamento paranoico, ipokaliemia, ipossiemia. Le reazioni avverse che si manifestano in caso di sovradosaggio devono essere trattate con l’immediata eliminazione del farmaco non assorbito e opportune terapie di sostegno. Come per altri macrolidi, i livelli sierici di claritromicina non risultano essere eliminati tramite emodialisi o dialisi peritoneale. In caso di sovradosaggio, il trattamento con claritromicina IV (polvere e solvente per soluzione per infusione) deve essere sospeso e devono essere instaurate tutte le opportune misure di supporto.


    Proprietà farmacodinamiche

    Categoria farmacoterapeutica: antibatterici generali per uso sistemico - macrolidi. Codice ATC: J01FA09. La claritromicina è un nuovo macrolide sviluppato dalla Abbott, derivante dalla sostituzione in posizione 6 nell’anello lattonico dell’eritromicina di un gruppo idrossilico con il gruppo CH3O. Il nuovo macrolide ha mostrato possedere in vitro uno spettro antibatterico attivo contro i più noti e clinicamente importanti batteri sia Gram positivi che Gram negativi, includendo aerobi ed anaerobi. Lo spettro antibatterico in vitro della claritromicina è risultato il seguente: Streptococco agalactiae, Streptococco pyogenes, Streptococco viridans, Streptococco pneumoniae, Haemophilus influenzae, Haemophilus parainfluenzae, Neisseria gonorrheae, Listeria monocytogenes, Legionella pneumophila, Mycoplasma pneumoniae, Helicobacter pylori, Campilobacter jejuni, Chlamidia trachomatis, Branhamella catharralis, Bordetella pertussis, Staphilococco aureus, Propionibacterium acnes, Mycobacterium avium, Mycobacterium leprae, Mycobacterium intracellulare, Mycobacterium chelonae, Mycobacterium fortuitum e Mycobacterium kansasii. La sua azione si svolge mediante legame con la subunità ribosomiale 50S, inibendo la sintesi proteica della cellula batterica. BREAKPOINTS Il Comitato Europeo per i Test di Sensibilità Antimicrobica (EUCAST) ha stabilito i seguenti breakpoints per la claritromicina, separando gli organismi sensibili.
    Breakpoints (MIC, mcg/ml)
    Microrganismo Sensibile (≤) Resistente (>)
    Streptococcus spp. 0,25 mcg/ml 0,5 mcg/ml
    Staphyfilococcuso spp. 1 mcg/ml 2 mcg/ml
    Haemophilus spp.* 1 mcg/ml 32 mcg/ml
    Moraxella catarrhalis 0,25 mcg/ml 0,5 mcg/ml
    La La claritromicina viene utilizzata per l’eradicazione dell’H. pyilori: concentrazione inibitoria minima (MIC) ≤ 0,25 mcg/ml che è stata stabilita come breakpoint di sensibilità dal Clinical and Laboratory Standard Institute (C.I.S.I).


    Proprietà farmacocinetiche

    Studi sul cane hanno dimostrato che dopo somministrazione endovenosa o orale di 10 mg/kg si sono avute concentrazioni plasmatiche di farmaco di 3, 2 o 1 mg/ml ad 1, 4 e 12 ore rispettivamente. Entro 5 giorni dalla somministrazione orale o endovenosa di claritromicina marcata (14C), circa il 35-36% della dose di 14C veniva ritrovata tal quale nelle urine e circa il 52% nelle feci. La claritromicina viene metabolizzata a livello epatico ed il metabolita più importante è la 14-idrossi-N-demetil claritromicina che raggiunge il picco di concentrazione plasmatica di 0.5 mcg/ml e 1.2 mcg/ml dopo 2-4 ore dalla somministrazione rispettivamente di 250 e 1200 mg. Solo dopo assunzione orale di 1200 mg sono stati identificati nel plasma anche bassi livelli di descladinosil-claritromicina; il processo metabolico tende alla saturazione ad alte dosi. Studi di farmacocinetica nell’uomo hanno dimostrato picchi di concentrazione plasmatica pari a 2,08 mcg/ml dopo somministrazione orale di 250 mg di claritromicina. A seguito della somministrazione endovenosa di 500 mg di claritromicina vengono raggiunti picchi plasmatici medi di 5.52 ±0.98 mcg/ml. L’emivita del composto è pari a 6.3 ore. Vengono identificati i medesimi metaboliti che si formano a seguito della somministrazione orale, ma in concentrazioni inferiori, presumibilmente in rapporto all’assenza di un metabolismo epatico di primo passaggio. Formulazione a rilascio modificato: La farmacocinetica della claritromicina a rilascio modificato, somministrata oralmente, è stata studiata in pazienti adulti e confrontata con la claritromicina 250mg e 500mg compresse a rilascio immediato. Quando sono state somministrate eguali dosi totali quotidiane, l’entità dell’assorbimento è stata equivalente. La biodisponibilità assoluta è circa il 50%. A seguito di dosaggi multipli, è stato riscontrato una leggero accumulo e la metabolizzazione non è cambiata in nessuna specie. Sulla base dei risultati di assorbimento equivalente sono applicabili in vitro e in vivo i seguenti dati della formulazione a rilascio modificato. In vitro Studi in vitro hanno mostrato che il legame proteico della claritromicina nel plasma umano è mediamente il 70% ca. alle concentrazioni di 0,45 - 4,5 mcg/ml. Una diminuzione del legame al 41% alla concentrazione di 45 mcg/ml fa ipotizzare che i siti del legame potrebbero saturarsi, ciò comunque, si è verificato solo ad alte concentrazioni di farmaco lontane dai livelli terapeutici. In vivo In tutti i tessuti, le concentrazioni di claritromicina, escluso il sistema nervoso centrale, sono state molto più alte rispetto alle concentrazioni di farmaco nel circolo. Le più alte concentrazioni sono state trovate nel fegato e nel tessuto polmonare, dove il rapporto tessuto/plasma è risultato da 10 a 20. Il comportamento farmacocinetico della claritromicina non è lineare. In pazienti che avevano mangiato e a cui sono stati somministrati 500mg/die di claritromicina a rilascio modificato, il picco della concentrazione plasmatica allo steady-state della claritromicina e del 14-OH claritromicina sono stati rispettivamente di 1,3 mcg/ml e 0,48 mcg/ml. Quando il dosaggio è stato aumentato fino a 1000mg/die, i valori delle concentrazioni allo steady-state sono stati rispettivamente di 2,4 mcg/ml e 0,67 mcg/ml. La claritromicina è metabolizzata a liello epatico dal citocromo P450. Sono stati descritti tre metaboliti: N-demetil-claritromicina; decladinosil-claritromicina e 14-idrossi-claritromicina.

    Dati preclinici di sicurezza

    La DL50 in topi e ratti è risultata superiore a 5 g/kg per os e superiore a 300 mg/kg per os nel cane e nella scimmia. La tossicità a breve termine (1 mese) non ha mostrato effetti tossici, nè sui ratti (150 mg/kg/die), nè sui cani (10 mg/kg/die). Inoltre la tossicità cronica (3 mesi) è risultata pari a 15 mg/kg/die nei ratti e a 10 mg/kg/die nei cani. Le prove di mutagenesi hanno dimostrato che il farmaco non presenta effetti mutageni nè attivazione microsomiale. La claritromicina non ha avuto effetti sull’attività motoria del topo dopo somministrazione orale pari a 100 mg/kg.


    Eccipienti

    - MACLADIN 250 mg compresse rivestite: croscarmellosio sodico, amido pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, E-104, gel di silice, povidone, acido stearico, magnesio stearato, talco, ipromellosa, glicole propilenico, sorbitan monoleato, vanillina, E-171, idrossipropil-cellulosa, acido sorbico. - MACLADIN 500 mg compresse rivestite: croscarmellosio sodico, cellulosa microcristallina, gel di silice, povidone, acido stearico, magnesio stearato, talco; soluzione ricoprente: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, glicole propilenico, sorbitan monoleato, E-171, acido sorbico, vanillina, E-104. - MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale e MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: carbopol 974, povidone, ipromellosa ftalato, olio di ricino, gel di silice, saccarosio, gomma xantan, aroma frutti misti, potassio sorbato, acido citrico, titanio diossido, maltodestrine, acqua. - MACLADIN 500 mg/10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: acido lattobionico, sodio idrossido come aggiustatore di pH. Ogni fiala di solvente contiene: Acqua per p.i. - MACLADIN 250 mg granulato per sospensione orale e MACLADIN 500 mg granulato per sospensione orale: carbopol 974P, povidone K90, idrossipropil-metilcellulosa ftalato, olio di ricino, biossido di silicio, maltodestrina, saccarosio, titanio diossido, amido modificato, aroma arancio, ammonio glicirizzinato, acesulfame K. - MACLADIN RM 500 mg Compresse a rilascio modificato: acido citrico anidro, sodio alginato, sodio e calcio alginato, lattosio, povidone K30, talco, acido stearico, magnesio stearato, ipromellosa 6cps, macrogol 400, macrogol 8000, titanio diossido (E-171), acido sorbico, giallo di chinolina (E-104).


    Incompatibilità

    Non risultano allo stato attuale specifiche incompatibilità con i farmaci noti.


    Periodo di validità

    MACLADIN 250 mg Compresse rivestite 5 anni MACLADIN 500 mg Compresse rivestite 5 anni MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale 2 anni MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale 2 anni MACLADIN 250 mg Granulato per sospensione orale 3 anni MACLADIN 500 mg Granulato per sospensione orale 3 anni MACLADIN 500 mg/5 ml Polvere e solvente per soluzione per infusione 3 anni MACLADIN RM 500 mg Compresse a rilascio modificato 5 anni


    Speciali precauzioni per la conservazione

    Per le confezioni 250 mg e 500 mg Granulato per sospensione orale: Conservare a temperatura non superiore a 25°C. Per le confezioni compresse rivestite, compresse a rilascio modificato e 125 mg/5 ml granulato per sospensione orale: Conservare a temperatura non superiore a 30°C. Per la confezione 250 mg/5 ml granulato per sospensione orale: Nessuna speciale precauzione per la conservazione. Per la confezione 500 mg/10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: Nessuna speciale precauzione per la conservazione. Il prodotto ricostituito deve essere utilizzato entro 24 ore.


    Natura e contenuto della confezione

    - MACLADIN 250 mg compresse rivestite: Scatola di cartone contenente blister opaco da 12 alveoli - MACLADIN 500 mg compresse rivestite: Scatola di cartone contenente blister opaco da 14 alveoli - MACLADIN RM 500 mg compresse a rilascio modificato: Scatola di cartone contenente blister da 7 alveoli - MACLADIN 125 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: Flacone in plastica da 100 ml con dosatore - MACLADIN 250 mg/5 ml Granulato per sospensione orale: Flacone in plastica da 100 ml con dosatore - MACLADIN 500 mg/10 ml polvere e solvente per soluzione per infusione: Scatola di cartone contenente 1 fiala da 500 mg di claritromicina + 1 fiala di solvente - MACLADIN 250 mg granulato per sospensione orale: Scatola di cartone contenente 14 bustine da 250 mg - MACLADIN 500 mg granulato per sospensione orale: Scatola di cartone contenente 14 bustine da 500 mg


    Istruzioni per l'uso e la manipolazione

    Vedere sezione 4.2